venerdì 17 aprile 2020
mercoledì 15 aprile 2020
OLTRE LA MASCHERA
“Oltre la maschera” è il titolo del secondo speciale della rivista “Voci di dentro” dedicata alla pandemia da Coronavirus e a questi tempi di mascheramenti,
confinamenti, caos e trasformazione. Tempi che non saranno certo corretti (e
noi non saremo certo liberati) da un medico con mascherina e lenti di vetro o da
uno stato d’emergenza. Sistemi che si limitano a trattare il sintomo, ignorando
- volutamente o meno - che il male è molto più profondo, e che può venire
curato individuando e rimuovendo la causa (un sistema che vive sullo
sfruttamento di gran parte del mondo ad opera di una parte ben più piccola,
dove l’uomo è mero strumento della politica e dell’economia, mezzo e non fine).
Anche questo numero speciale, come il precedente, è
realizzato con i testi dei detenuti delle nostre redazioni di Chieti e Pescara
che ci sono arrivati via Skype e per posta ordinaria. Ma oltre ai loro testi
anche i contributi dei volontari dell’associazione e di alcuni nostri
commentatori: lo scrittore Giovanni D’Alessandro, l’antropologa Lia
Giancristofaro, il professor Giuseppe Mosconi, lo psichiatra Marco
Alessandrini. Nella rivista (64 pagine per ora in versione web) interviste
alla Presidente del Tribunale di Sorveglianza de L’Aquila Mariarosaria
Parruti, alla Direttrice del carcere di Lanciano Maria Lucia
Avantaggiato, all’avvocato Marco Femminella, al responsabile osservatorio
carcere di Antigone Alessio Scandurra e tante storie sui giorni delle
proteste nelle carceri abruzzesi.
In tutti i testi un interrogativo: come sarà il dopo Covid
19? Con la speranza che quanto accaduto sia di insegnamento, Voci di dentro si
augura che le voci di dentro e quelle di fuori tornino a parlarsi e a
riconoscersi perché “in questa barca che è questo mondo” nessuno
si salva da solo. E questa pandemia l’ha mostrato in tutta evidenza.
mercoledì 1 aprile 2020
mercoledì 25 marzo 2020
Lettera dal carcere di Madonna del Freddo (Chieti)
ALMENO LIBERI DI
VIVERE
Questo è un urlo straziato che viene dal profondo delle nostre anime. In questo tempo di pandemia tutti voi state provando la privazione: tutti i diritti vengono meno e bisogna solo adempiere a doveri così rigidi che forse, anche se in piccole dosi, ora anche voi state assaggiando cosa vuol dire essere prigioniero.
Questo “nuovo decreto svuota carceri” tutto è tranne che nuovo: esiste già uno strumento legislativo chiamato sfolla carceri ed è “la 199”, che tutto ha fatto tranne che sfollarle. Altro che indulto mascherato, tanto che il numero di detenuti si aggira attorno alla cifra di 60000 unità. Questo nuovo testo non ha apportato nessuno cambiamento, a parte che lì fuori ha dato una sensazione di aver fatto qualcosa per “quei criminali che hanno distrutto le prigioni” e non è neanche vero!
lunedì 23 marzo 2020
METAMORFOSI, IL NUOVO NUMERO DI VOCI DI DENTRO
| copertina speciale n.30 |
sabato 14 marzo 2020
Il carcere al tempo del Coronavirus…come vuotare il mare con paletta e secchiello
Comunicato - Il carcere al tempo del Coronavirus…come vuotare il mare
con paletta e secchiello
Casa circondariale di Pescara: oltre 400 detenuti in una struttura che ne può contenere 270
Casa circondariale di Chieti: oltre 150 detenuti in una struttura che ne
può contenere 79
Casa circondariale di Lanciano: oltre 300 detenuti in una struttura che
ne può contenere 230
Casa circondariale di Teramo: oltre 430 detenuti in una struttura che ne
può contenere 250
Casa di reclusione di Sulmona: oltre 450 detenuti in una struttura che ne può contenere 303
Sono cominciate anche in Abruzzo, seppure con molta
lentezza, le prime azioni di buon senso inviando ai domiciliari persone con
pene residue al di sotto dei 18 mesi e detenuti anziani o con gravi patologie.
Una corsa ai ripari in grande affanno
per una grave carenza di funzionari giuridici pedagogici (appena 30 su una
popolazione di circa 2 mila detenuti), cancellieri del tribunale, magistrati di
sorveglianza ora tutti impegnati nell’avvio di pratiche per la chiusura delle
sintesi comportamentali e di verifiche dei requisiti. All’improvviso, di fronte
all’emergenza, si fanno i conti con un sistema penale più attento alla
punizione che alla rieducazione.
Molte e gravi le criticità: nel carcere di Chieti
scarseggiano prodotti per l’igiene (rinnoviamo l’invito a enti, associazioni,
aziende di portare direttamente in carcere, in via Ianni, saponi, detersivi e
disinfettanti, specificando in portineria “offerta con Voci di dentro per i
detenuti di Chieti”); nel carcere di Pescara personale medico allo stremo e
insufficiente (1 medico e 1 infermiere per turno, 1 specialista a settimana) e
detenuti con la febbre “curati” con tachipirina ma non isolati dagli altri;
sempre a Pescara chiusi i semiliberi e gli articoli 21; agenti di polizia
insufficienti: 1 ogni tre sezioni. Un ispettore ci dichiara: “cerchiamo di
parlare con i detenuti, facciamo del nostro meglio, ma la preoccupazione del
contagio è altissima”. Una parente di un detenuto: “Le telefonate quotidiane di
10 minuti sono assicurate, almeno quelle, ma Skype non funziona”.
Dal carcere di Chieti scrivono: “ Non è vero che la
nostra protesta nasce dalla sospensione dei colloqui con i nostri famigliari:
siamo in grado di capire e sufficientemente consapevoli che il blocco dei
colloqui è stato deciso per ridurre le possibilità di contagio anche con i
nostri cari. Protestiamo con la battitura serale per il diritto alla salute,
diritto che ognuno di voi ha ed a noi non viene tutelato. Siamo spaventati a
dover immaginare cosa succederebbe nel nostro carcere in caso di contagio da Coronavirus,
qui dove conviviamo in 6 o 7 in celle di circa 20 metri quadri. Voi che siete
fuori potete disporre di 1 metro attorno evitando gli assembramenti e riunioni;
e noi? Possiamo vivere accalcati, ammassati come gregge in un ovile? Possiamo
correre il rischio di ammalarci perché siamo detenuti? E questo quello che una
società civile ha inserito nel decalogo di vita?
Desideriamo e richiediamo con fermezza che questo
tragico momento possa spingere verso una soluzione vera e definitiva di questo
sistema carcerario che nei suoi comportamenti punitivi è il più retrogrado tra
i paesi civilizzati, prova ne sono le sanzioni ricevute dalla Corte Europea.
Per questa ragione è stato indetto lo sciopero della fame, che è in vigore da
lunedì 9 marzo. Abbiamo sospeso già da domenica sera l’acquisto dei generi di
sopravvitto e per dimostrare coerenza con le nostre dichiarazioni abbiamo
inviato alla Caritas di Chieti quanto ognuno dei detenuti aveva come scorte
alimentari”.
domenica 8 marzo 2020
EMERGENZA CORONAVIRUS - COMUNICATO DI VOCI DI DENTRO
EMERGENZA CORONAVIRUS
- COMUNICATO DI VOCI DI DENTRO
Nelle condizioni in cui si trovano oggi le carceri italiane
(scarsità di cure adeguate, sovraffollamento, acqua calda spesso razionata,
poca igiene), per evitare epidemie al suo interno anche in considerazione della
fragilità della popolazione con il conseguente trasferimento d’urgenza in
ospedale di decine di detenuti eventualmente affetti da Coronavirus - aggravando perciò il sistema sanitario
nazionale sempre più a corto di posti letto e di sale di rianimazione (dopo i
tagli alla sanità di questi ultimi anni) -
questi dovrebbero essere i provvedimenti da avviare immediatamente:
1) scarcerazione e invio ai domiciliari di anziani, malati gravi terminali,
persone con disfunzioni cardiache o affetti da Aids e epatiti, come del resto
dovrebbe essere se davvero si volesse tutelare il diritto alla salute, il
rispetto della dignità e l’umanizzazione del trattamento, come è garantito
dalla Costituzione, dalla riforma del 1975, dalla legge Gozzini del 1986, dal
nuovo regolamento penitenziario del 2000, dalle
tante Raccomandazioni del Consiglio d’Europa;
2) indulto per tutti i detenuti con pene inferiori ai tre anni,
provvedimento che riguarda ad esempio persone che hanno già scontato 28 anni e
ne devono scontare solo due, oppure persone che sono state recentemente
incarcerate per un cumulo di pena di uno, due o tre anni e per un fatto magari
accaduto dieci anni prima. Per essere precisi:
8.682 le persone che hanno da scontare in carcere ancora un periodo inferiore
a un anno, 8.144 con un residuo di pena di due anni e 6.171 persone che devono
restare ancora in carcere per un periodo fra i due e i tre anni;
3) scarcerazione di 54 mamme e dei loro 59 bambini attualmente detenuti in
9 istituti, mettendo così in pratica le tante inutile promesse (“mai più
bambini in carcere”) che da almeno un decennio hanno fatto tanti ministri,
politici, governanti vari, di tutti i partiti, di tutti i colori. Nel frattempo, in carcere, quei 59
bambini la prima parola che hanno imparato a dire non è stata “mamma”, ma
“ispettore apri”.
4) blocco dei nuovi ingressi per reati minori, pregressi e cumuli di pena,
5) provvedimenti di detenzione domiciliare,
6) affidamento ai servizi sociali del maggior numero di detenuti.
Il direttivo dell’Associazione Voci di dentro Chieti, 08/03/2020
martedì 25 febbraio 2020
Pavarini: la pena legale non è stata, non è, né potrà mai essere utile
Riproponiamo un "classico" di Massimo Pavarini scritto nel 1996:
1. Introduzione: alcune utili distinzioni
a) Pene di fatto e pena legale
Una nozione sociologica di pena che si limiti a coglierne i profili descrittivi si articola su alcuni attributi essenziali: la natura afflittiva, programmatica, espressiva e strategica della reazione punitiva. La natura afflittiva si riferisce all'effetto di produzione di deficit nei confronti del punito, come riduzione di diritti e/o del soddisfacimento di bisogni; nel contempo l'azione repressiva deve apparire intenzionale al fine di determinare una relazione di senso - come riprovazione e censura - tra la pena e il soggetto passivo. La natura espressiva della pena coglie invece la dimensione simbolica della reazione punitiva volta a esprimere la pretesa di autorità di chi punisce; essa, infine, si sviluppa in un contesto situazionale come funzione volta alla conservazione di determinati rapporti di potere. Solo la presenza di tutti questi attributi conferisce natura di penalità alla reazione sociale.
1. Introduzione: alcune utili distinzioni
a) Pene di fatto e pena legale
Una nozione sociologica di pena che si limiti a coglierne i profili descrittivi si articola su alcuni attributi essenziali: la natura afflittiva, programmatica, espressiva e strategica della reazione punitiva. La natura afflittiva si riferisce all'effetto di produzione di deficit nei confronti del punito, come riduzione di diritti e/o del soddisfacimento di bisogni; nel contempo l'azione repressiva deve apparire intenzionale al fine di determinare una relazione di senso - come riprovazione e censura - tra la pena e il soggetto passivo. La natura espressiva della pena coglie invece la dimensione simbolica della reazione punitiva volta a esprimere la pretesa di autorità di chi punisce; essa, infine, si sviluppa in un contesto situazionale come funzione volta alla conservazione di determinati rapporti di potere. Solo la presenza di tutti questi attributi conferisce natura di penalità alla reazione sociale.
lunedì 10 febbraio 2020
Il nuovo numero di voci di dentro
E' in stampa il nuovo numero di Voci di dentro, all'interno l'inserto "In carta libera" progetto finanziato dalla Regione Abruzzo.
L'editoriale del direttore Francesco Lo Piccolo:
L'editoriale del direttore Francesco Lo Piccolo:
“Per non
continuare a vivere in un Paese ove ogni sentimento d'umanità, di dignità, di civiltà, di coscienza e di pudore sembravano completamente banditi…”.
Giorgio de Chirico, memorie della mia vita.
La scomparsa è il titolo di un’opera di Geoge Perec, autore francese che mi ha accompagnato in appassionate letture tantissimi anni fa. Nel libro si parla della scomparsa di una vocale, di una persona (Anton Vocal) e di un popolo, il popolo ebraico che il nazifascismo cercò di cancellare dal nostro mondo. Siamo stati al “gioco” letterario di Perec, abbiamo titolato la rivista con “la scomparsa” e l’abbiamo accompagnata da il manichino di Giorgio de Chirico. Manichino senza occhi, senza, bocca, senza orecchie. Come senza occhi, senza bocca e senza orecchie sono i carcerati imprigionati in questi malsani ambienti che chiamiamo carceri e dove l’aria malsana che vi aleggia non fa altro che trasferire tutte le sue patologie su persone e cose.
venerdì 10 gennaio 2020
Dei diritti e delle pene, l'articolo di Luigi Manconi
di Luigi Manconi (La Repubblica, 10 gennaio 2020)
Davvero il carcere, previsto dal diritto penale, è compatibile con il principio di umanità? Forse è ora di trovare soluzioni alternative. Si è appena concluso un anno che ha visto approfondirsi, come mai in passato, il solco tra le scelte della politica e quelle delle istituzioni di garanzia su una materia, quale quella penale, che proprio perché incide su questioni estremamente sensibili (la libertà e la sicurezza), dovrebbe invece sottrarsi da ogni possibile uso di parte.
venerdì 6 dicembre 2019
mercoledì 27 novembre 2019
Dalla pena al perdono
con Gherardo Colombo, ex magistrato, saggista, fondatore di“Sulle regole”, Umberto Curi, professore emerito di Storia della Filosofia all’Università di Padova, docente presso l’Università San Raffaele di Milano, Caterina Iagnemma, dottore di ricerca in diritto penale all’Università Cattolica di Milano, Francesco Lo Piccolo, giornalista, presidente di Voci di dentro, Giuseppe Mosconi, già ordinario di Sociologia del Diritto, Università di Padova, Angela Trentini, giornalista Rai. Modera Fabio Ferrante, Voci di dentro.
sabato 16 novembre 2019
"Giustizia non è giustiziare" : Papa Francesco contro vendetta, ergastolo e abuso del carcere
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| Foto: Vatican Media / ACI Group |
lunedì 4 novembre 2019
La polizia penitenziaria vuole i pieni poteri, Salvini insegna
venerdì 1 novembre 2019
giovedì 31 ottobre 2019
MALA TEMPORA
Ieri, 30 Ottobre, i giornali e notiziari italiani hanno dedicato molto spazio a quella che al momento poteva essere considerata una fake news o, peggio, una barzelletta: la sera del 29 ottobre, data fatidica nella nostra storia del 900, ad Acquasanta Terme (Ascoli Piceno), territorio in cui si consumò una strage da parte dei nazisti, si è riunito un gruppo di nostalgici che, forse per il troppo Rosso Piceno (l’unico rosso ammesso alla serata) hanno commemorato la data fatidica, hanno inneggiato ai bei tempi che furono e fra saluti romani, eja eja e “onori al duce” sono arrivati persino a rinvangare i fasti del ventennio, ma non il berlusconiano.
lunedì 28 ottobre 2019
Sliding doors
Il potere del destino. C’era una volta l’Appio Latino, uno dei quartieri che pensavo fosse ancora salvo da un certo tipo di criminalità, dico una volta perché purtroppo mi trovo qui a trovare i perché di un così triste accaduto: è stato commesso un omicidio, è stato rapinato e ucciso un giovane ragazzo. Per quale motivo? Al principio si parlava di una rapina finita male, adesso dicono che con molta probabilità si trattava di una compravendita di marijuana o hashish.
mercoledì 23 ottobre 2019
L'ergastolo ostativo è incostituzionale
A due settimane di distanza dalla sentenza della Grande Chambre della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che aveva definito inumana e degradante una pena all’ergastolo senza prospettive e che di fatto viola l’articolo 3 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti umani, ora anche la Corte Costituzionale si è pronunciata contro l’ergastolo ostativo.sabato 19 ottobre 2019
giovedì 10 ottobre 2019
Carcere duro, la sentenza Cedu, i commenti
IL FATTO
Il 13 giugno 2019 la Cedu si è espressa in maniera favorevole al ricorso presentato da Marcello Viola, boss mafioso calabrese, condannato a quattro ergastoli, dando torto allo Stato Italiano.L'uomo si è sempre rifiutato di collaborare con la giustizia e per questo gli sono stati negati permessi e libertà condizionale. (A seguire la sentenza integrale e i commenti di A.Pugiotto, G.Caselli, L.Eusebi, L.Manconi, P.Gonnella, M.Palma, F.La Licata, D,Buffa, G.Zagrebelsky, G,M.Flick, G.Fiandaca, M.Travaglio,... )
martedì 1 ottobre 2019
giovedì 22 agosto 2019
I Garanti, ora il diritto alla sessualità in carcere
Grazia Zuffa per la rubrica di Fuoriluogo su il manifesto del 14 agosto 2019
Si riparla di affettività e sessualità in carcere. L’iniziativa parte dalla Conferenza dei garanti regionali delle persone private della libertà, che chiedono ai consigli regionali di fare propria una proposta di legge per la “tutela delle relazioni affettive e intime delle persone detenute”, per poi presentarla alle Camere. L’idea di rivolgersi ai consigli regionali è quanto mai opportuna.
Si riparla di affettività e sessualità in carcere. L’iniziativa parte dalla Conferenza dei garanti regionali delle persone private della libertà, che chiedono ai consigli regionali di fare propria una proposta di legge per la “tutela delle relazioni affettive e intime delle persone detenute”, per poi presentarla alle Camere. L’idea di rivolgersi ai consigli regionali è quanto mai opportuna.
lunedì 19 agosto 2019
Lettera al Garante Prof. Gianmarco Cifaldi
Pubblichiamo qui la lettera di benvenuto inviata al Professor Cifaldi da un detenuto del carcere di Chieti
a nome della redazione interna all'Istituto di Madonna del Freddo di Voci di dentro.
venerdì 9 agosto 2019
domenica 28 luglio 2019
L’Abruzzo ha scelto il SUO garante dei detenuti
La lettera di Francesco Lo Piccolo
Giornalista, Presidente Di Voci Di Dentro
"La Regione Abruzzo ha scelto il SUO garante dei detenuti. Per me, che conosco e capisco il mondo del carcere, questa partita è ora chiusa. Ed è chiusa in un modo che non mi piace. Ma del resto cosa aspettarsi dalla Regione Abruzzo? Da una Regione dove ha la maggioranza un partito il cui leader usa termini come “devono marcire in carcere”, da una Regione dove c'è un altro partito che non comanda più e che non sa fare pubblicamente una sua scelta e imbuca cinque schede bianche, da una Regione dove c’è il gruppetto grillino che del carcere parla con frasi fatte e stereotipi…beh da questa Regione non c’è davvero da aspettarsi nulla di buono. In tutti i campi, in tutti i sensi.
Giornalista, Presidente Di Voci Di Dentro
"La Regione Abruzzo ha scelto il SUO garante dei detenuti. Per me, che conosco e capisco il mondo del carcere, questa partita è ora chiusa. Ed è chiusa in un modo che non mi piace. Ma del resto cosa aspettarsi dalla Regione Abruzzo? Da una Regione dove ha la maggioranza un partito il cui leader usa termini come “devono marcire in carcere”, da una Regione dove c'è un altro partito che non comanda più e che non sa fare pubblicamente una sua scelta e imbuca cinque schede bianche, da una Regione dove c’è il gruppetto grillino che del carcere parla con frasi fatte e stereotipi…beh da questa Regione non c’è davvero da aspettarsi nulla di buono. In tutti i campi, in tutti i sensi.
domenica 2 giugno 2019
Garante dei detenuti in Abruzzo, aperto il bando
Lettera del presidente di Voci di dentro Francesco Lo Piccolo, candidato a Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale
La Regione Abruzzo con determinazione dirigenziale
n.43/APL/AIE del 8.5.2019 ha
pubblicato l’avviso per la presentazione delle candidature alla carica di
Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale
(il termine è fissato per martedì 4 giugno 2019, qui moduli
Allegato A) - Formato Odt , Allegato B) - formato odt
,
Avviso).
giovedì 23 maggio 2019
venerdì 12 aprile 2019
Il nuovo numero di Voci di dentro
Il nuovo numero sul 25 aprile dedicato a Greta
32 pag. in carta patinata direttamente a casa,
prenota la tua copia scrivendo a rivista@vocididentro.it e te la invieremo per posta
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