martedì 28 novembre 2023

Menti nere

Dal “decreto rave” al “pacchetto giustizia” (che di giusto ha ben poco),
passando per il “decreto Caivano 

FRANCESCA DE CAROLIS (L'altra riva)

A scorrere gli ultimi provvedimenti del governo… ritornano come un’ossessione soffocante e buia, che meglio mi sembra non potrebbero rappresentarli, le immagini delle Carceri d’invenzione di Piranesi…

Avete presente? E se non le avete presente andate a cercarle. Sceglietene una, a vostro piacimento, e guardatela a lungo, che ci vuole del tempo per scorrerne tutti i dettagli… Ma state attenti, che prima ancora di riuscire ad abbracciarne gli spazi, distinguere le ombre dai brani di luce, coglierne i tratti nascosti, le suggestioni soffiate… prima ancora di trovare un percorso, di capirne il senso per orientarsi… si rischia di venire risucchiati oltre che da un senso tremendo di claustrofobia, da una vertigine di disperante impossibilità. Prima ancora di riuscire a decidere se proprio di prigione si tratti o di brani di mondo definitivamente condannati alla rovina. O tutte e due le cose insieme. Che a questo punto, a conoscere le prigioni nostrane, e a considerare il pensiero carcerocentrico che guida le scelte di chi ci governa, è proprio ciò che oggi è.

lunedì 27 novembre 2023

Etica del giornalismo.

 Etica del giornalismo. Primo incontro del ciclo organizzato da Voci di dentro con Eric Salerno.  
Tra gli ospiti il sindaco di Chieti Diego Ferrara

Foto Mariella Artizzu




 

mercoledì 22 novembre 2023

Più carcere, meno diritti, meno democrazia

Comunicato di Voci di dentro Odv

L’Associazione Voci di dentro esprime grande contrarietà all’ennesimo pacchetto di misure per la sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri perché completamente contrario allo stato di diritto ed esemplificativo di una visione e di una politica reazionaria.

Formalmente c’è un governo e un parlamento, in realtà c’è una politica che ha occupato governo e parlamento e che, sottratta da ogni vincolo o limite, è diventata politica di polizia abolendo di fatto il potere legislativo e la separazione dei poteri e rinunciando a risolvere contraddizioni e conflitti sociali.

Voci di dentro ritiene che l’inasprimento delle pene come ad esempio portare fino a 8 anni il reato di evasione (prima era fino a tre anni) e l’introduzione di nuove fattispecie di reato  come la resistenza passiva all’esecuzione di ordini  che diventa “rivolta in istituto penitenziario” (art. 415 bis c.p.) punita anche questa con pene fino a 8 anni, non siano in alcun modo la via per ridurre conflittualità e violenze e dare sicurezza. Al contrario, che siano totalmente in contrasto con il principio di proporzionalità della pena,  (“dunque vi deve essere una proporzione fra i delitti e le pene”, Beccaria, paragrafo  VI, pagina 19), principio che ha attraversato tutta l’epoca moderna e contemporanea.

martedì 21 novembre 2023

La GRANDE REPRESSIONE. Note a commento dei recenti “decreti sicurezza”

 di ANTONELLA LA MORGIA

È forse un nuovo sistema penale, via via emanato a pezzi, quello che viene fuori dopo l’ultimo pacchetto sicurezza del Governo. Una produzione penale spinta che preme l’acceleratore di un motore alla massima potenza, reprime nuove condotte e aumenta le pene di altre fattispecie esistenti, in nome di una promessa (solo una promessa propagandistica, però, non una garanzia) di maggiore sicurezza.

domenica 19 novembre 2023

La soluzione al sovraffollamento delle carceri? Un altro giro di chiave

Celle chiuse anche al carcere di Busto Arsizio, quello della sentenza Torreggiani, che al 31 ottobre scorso ospitava 430 detenuti a fronte una capienza regolamentare di 240 posti 

Nel mio lungo tour delle prigioni ho visto cose che voi umani non potete nemmeno lontanamente immaginare. C’è stato un lungo periodo, durato per diversi anni, in cui il sovraffollamento aveva raggiunto livelli disumani con oltre sessantamila presenze nelle carceri a fronte di 48mila posti regolamentari. Le persone venivano stipate nelle celle peggio degli animali e c’era penuria di ogni cosa, dalla carta igienica al cibo, che non bastava mai per sfamare le bocche di tutti i disperati che affollavano i vari gironi dell’inferno. L’unica cosa che abbondava era il tempo, così ci si ingegnava per impiegarlo. In uno dei momenti di noia e disperazione ho costruito un righello in cartone da venti centimetri, prendendo a riferimento la misura certa di un foglio di block notes, e munito dello “strumento” mi sono steso a terra per ore a misurare la superficie che aveva a disposizione ognuno degli occupanti della cella. Completato il calcolo, è emerso un dato che non ha bisogno di commenti: in quella cella del carcere di Busto Arsizio avevamo a disposizione novanta centimetri quadrati di spazio individuale, più o meno quanto lo schermo del televisore che abbiamo a casa.


 

lunedì 13 novembre 2023

Un viaggio oltre i confini del pregiudizio

 

Un ex detenuto “uscito dal carcere attraverso la porta del cambiamento” e una travelblogger in carrozzina che continua a viaggiare a dispetto della malattia. E poi una assistente sociale “creativa e non convenzionale” che ricuce le trame sfilacciate di vite complesse e, infine, un artista che colora la speranza dandole forma. Sono loro la “banda di visionari” che ha dato vita al progetto di inclusione sociale Your TRIP in MY Shoes, un viaggio oltre i confini del pregiudizio.

Si tratta di un progetto innovativo che parte dal quartiere Sperone di Palermo e invita all’empatia. Mettersi nei panni altrui, camminare con le sue scarpe, indossare la vita di un’altra persona è un atto generativo e rivoluzionario. Your TRIP in MY Shoes offre l’opportunità di incontrare qualcuno che potremmo non incontrare mai e di conoscere il volto di una realtà inclusiva, capace di dare ascolto alle fragilità, contribuendo così alla crescita del senso di appartenenza a una comunità accogliente e gentile. A volte occorrono stimoli per uscire dal proprio mondo e affrontare un viaggio oltre confine.



domenica 5 novembre 2023

Modena, la peggiore strage nelle carceri italiane del dopoguerra

  Sant'Anna di Modena, marzo 2020. La peggiore strage nelle carceri italiane del dopoguerra. Un podcast del Post, scritto e raccontato da Luigi Mastrodonato. Clicca e ascolta: 

Tredici Archivi - Il Post


mercoledì 1 novembre 2023

Rita Bernardini: “I nuovi Garanti dei detenuti non sono mai stati in un carcere”

Riportiamo un articolo di Liana Milella su la Repubblica di oggi 

ROMA -  La presidente di Nessuno tocchi Caino racconta come via Arenula l’ha messa da parte: “Nordio mi voleva ma ha prevalso la lottizzazione”. Cita i già 56 suicidi in cella dall’inizio dell’anno e pensa a un nuovo sciopero della fame nel nome di Pannella. I nuovi Garanti dei detenuti? “Dovranno fare una bella gavetta per capire dove si trovano e che dovranno fare”. Nordio la voleva Garante? “Nordio sì, ma ha prevalso una logica di stretta appartenenza”. La situazione delle carceri? “Oggi scoppiano e siamo già a 56 suicidi nel 2023”.

Parla con Repubblica Rita Bernardini, la presidente di Nessuno tocchi Caino per anni accanto a Marco Pannella in difesa dei detenuti, che contro l’immobilismo sulle patrie galere già pensa a un nuovo sciopero della fame. A febbraio l’aveva chiamata il Guardasigilli Carlo Nordio per diventare Garante dei detenuti, come lei stessa racconta, ma poi è stata messa da parte senza un perché, nella logica della lottizzazione di maggioranza.

La commissione Giustizia della Camera ieri ha dato il via libera al team che guiderà l’ufficio del Garante dei detenuti, al vertice il meloniano Felice Maurizio D’Ettore, i consiglieri Irma Conti in quota Lega e Mario Serio per M5S. La sua impressione?

“Non mi sorprende perché ormai mi ero rassegnata e avevo capito che avevano preso un’altra strada rispetto alle mosse iniziali che mi vedevano coinvolta”.

Un Garante lottizzato… come giudica i tre prescelti?