Visualizzazione post con etichetta carcere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta carcere. Mostra tutti i post

martedì 31 ottobre 2023

Cosa "pensa" del carcere l'intelligenza artificiale?

 Abbiamo provato a chiedere a ChatGPT quali azioni si dovrebbero intraprendere per migliorare le condizioni di vita negli istituti di pena

Il nostro esperimento ha ottenuto risposte schematiche, che per gli addetti ai lavori possono sembrare banali e tuttavia dovrebbero farci riflettere sulla necessità di mettere mano al sistema carcerario. Sicuramente l'intelligenza artificiale potrebbe svolgere un ruolo determinante nel miglioramento della quotidianità degli istituti penitenziari, ad esempio per snellire procedure che spesso sembrano essere ancorate al passato.

Ecco le "riflessioni" di ChatGPT: 

"Il miglioramento delle condizioni di vita delle persone detenute nelle carceri italiane è un obiettivo importante sia dal punto di vista umanitario che sociale. Per raggiungere questo obiettivo, diverse misure possono essere adottate, tra cui:

Riforme del Sistema Penitenziario: È essenziale rivedere e riformare il sistema penitenziario italiano per affrontare il sovraffollamento nelle carceri e migliorare la qualità delle strutture carcerarie.

Riduzione del Sovraffollamento: Una delle sfide principali del sistema carcerario italiano è il sovraffollamento. Si dovrebbero adottare misure per ridurre il numero di detenuti nelle carceri, ad esempio attraverso alternative alla detenzione per reati minori o non violenti.



lunedì 23 ottobre 2023

"In carcere funziona così"

 Cibo scadente, caffè fatto con i fondi e latte allungato con l'acqua

di Gabriella Stramaccioni*

Fra le varie problematiche che ho dovuto affrontare nel mio ruolo di garante dei diritti delle persone private della libertà personale quella relativa al vitto e sopravvitto per le persone detenuti è stata sicuramente la più emblematica di come funzioni il sistema penale. E’ necessario inquadrare il fenomeno e capire come funziona attualmente (spero ancora per poco) questo importante servizio all’interno degli istituti penitenziari.

Il vitto è rappresentato da tre pasti principali che vengono distribuiti da parte dell’amministrazione penitenziaria alla popolazione detenuta: colazione, pranzo e cena. Il sopravvitto consiste in tutti quegli alimenti (autorizzati in apposita lista dall’amministrazione penitenziaria) che le persone ristrette possono acquistare a loro spese previa richiesta tramite modulo. Le spese per il vitto sono quindi sostenute dal Dap (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) mentre il sopravvitto è completamente a carico di chi lo ordina. Presentata così la questione potrebbe sembrare chiara, ma analizzandola attentamente dal di dentro (e cioè dal carcere) mi sono subito resa conto che tanto chiara la questione non era. Il primo riscontro a quella che già all’inizio mi sembrava una situazione opaca è stata quella di informarmi su quanto il Dipartimento pagasse per il vitto giornaliero pro capite. Euro2,39 la quota con la quale la ditta che serviva il vitto a Rebibbia si era aggiudicato l’appalto. Si, proprio 2,39 euro per fornire colazione, pranzo e cena a persone adulte. Una quota palesemente insufficiente per far fronte ad una alimentazione adeguata (che fra l’altro le tabelle vittuarie del dipartimento prevedono).