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domenica 19 novembre 2023

La soluzione al sovraffollamento delle carceri? Un altro giro di chiave

Celle chiuse anche al carcere di Busto Arsizio, quello della sentenza Torreggiani, che al 31 ottobre scorso ospitava 430 detenuti a fronte una capienza regolamentare di 240 posti 

Nel mio lungo tour delle prigioni ho visto cose che voi umani non potete nemmeno lontanamente immaginare. C’è stato un lungo periodo, durato per diversi anni, in cui il sovraffollamento aveva raggiunto livelli disumani con oltre sessantamila presenze nelle carceri a fronte di 48mila posti regolamentari. Le persone venivano stipate nelle celle peggio degli animali e c’era penuria di ogni cosa, dalla carta igienica al cibo, che non bastava mai per sfamare le bocche di tutti i disperati che affollavano i vari gironi dell’inferno. L’unica cosa che abbondava era il tempo, così ci si ingegnava per impiegarlo. In uno dei momenti di noia e disperazione ho costruito un righello in cartone da venti centimetri, prendendo a riferimento la misura certa di un foglio di block notes, e munito dello “strumento” mi sono steso a terra per ore a misurare la superficie che aveva a disposizione ognuno degli occupanti della cella. Completato il calcolo, è emerso un dato che non ha bisogno di commenti: in quella cella del carcere di Busto Arsizio avevamo a disposizione novanta centimetri quadrati di spazio individuale, più o meno quanto lo schermo del televisore che abbiamo a casa.