mercoledì 19 luglio 2023
Giornalismo, lo stato dell'arte
mercoledì 12 luglio 2023
lunedì 3 luglio 2023
giovedì 29 giugno 2023
“Nelle mani dello Stato”, convegno a Pescara su sicurezza, ordine pubblico e abusi
“Nelle mani dello Stato”, organizzato da Voci di dentro e dalla Camera penale di Pescara in programma venerdì 30 giugno alle ore 16 presso l’Aula Alessandrini del Tribunale di Pescara.
Nel convegno, a partire dalla presentazione del libro del Professor Vincenzo Scalia “Incontri troppo ravvicinati? La storia degli abusi di polizia nell'Italia contemporanea” (Ed. Manifestolibri), si esploreranno le contraddizioni e le deformazioni del controllo sociale spesso degenerate in tragici episodi (Aldrovandi, Cucchi, altri).In particolare verranno approfondite le tematiche dell’ordine pubblico, del rispetto delle leggi e della repressione della criminalità, dal punto di vista sociologico e antropologico. Ci si concentrerà anche sul sistema penitenziario in considerazione che in appena una trentina d’anni la popolazione detenuta è raddoppiata pur di fronte a un dimezzamento dei reati più gravi, svelando l’uso carcero-centrico della pena. Il convegno affronterà inoltre la questione del processo penale e di una certa tendenza della magistratura a invadere campi della libertà individuale a scapito di diritti e garanzie delle persone compreso l’esercizio professionale della difesa. Il percorso si concluderà con una disanima delle leggi emergenziali (talvolta discriminatorie) legate alla pandemia e con una riflessione sulla deformazione della realtà operata da media.
Relatori: Vincenzo Scalia (Professore Associato in Sociologia della devianza – Università di Firenze), Giuseppe Mosconi (già Ordinario di sociologia del diritto – Università di Padova), Francesco Lo Piccolo (direttore del periodico Voci di dentro), Antonella La Morgia (Direttivo Voci di dentro), Federica Guerretta (scrittrice), Alessandra Michetti (direttivo Camera Penale di Pescara), Saluti isituzionali: Massimo Galasso ( Presidente della Camera Penale di Pescara), Stefano Pallotta (Presidente dell'Ordine dei giornalisti d'Abruzzo).
L'evento è accreditato dal C.O.A. di Pescara per 2 crediti formativi e dall'Ordine dei Giornalisti per 3 crediti formativi.
venerdì 16 giugno 2023
A Pescara i Consigli di Aiuto Sociale
Oggi in Tribunale a Pescara nuovo passo in avanti per la nascita del Consiglio di aiuto sociale, Ente giuridico istituito con la legge 345/1975 per l’assistenza penitenziaria e post penitenziaria e per favorire il reinserimento nella vita sociale degli ex detenuti. Due le linee guida di questo organismo: come previsto nell’articolo 74 cura il mantenimento delle relazioni dei detenuti e degli internati con le loro famiglie, organizza corsi di addestramento e attività lavorative per i liberati che hanno bisogno di integrare la loro preparazione professionale, concede sussidi in natura o in denaro ai familiari dei detenuti e degli internati; favorisce il reinserimento nella vita sociale degli ex detenuti; in base all’articolo 75, presta soccorso, con la concessione di sussidi in natura o in denaro, alle vittime del delitto e provvede all'assistenza in favore dei minorenni orfani a causa del delitto.
martedì 13 giugno 2023
Comune di Chieti e Voci di dentro, nasce l’intesa a servizio della città
Dal sito del Comune di Chieti: "Il sindaco Diego Ferrara ha fatto visita alla sede di Voci di dentro, realtà associativa che opera sul territorio dal 2007, come motore della cultura della solidarietà e recupero sociale delle persone in emarginazione, detenute e altre situazioni di svantaggio. Con il sindaco, i consiglieri comunali Paride Paci, Pietro Iacobitti e Silvio Di Primio hanno incontrato responsabili, attivisti e volontari per porre le basi di una sinergia istituzionale.
“Un incontro che è stato anche il viatico di un percorso comune – così il sindaco Diego Ferrara – che affronteremo coinvolgendo i soggetti affidati all’associazione, come abbiamo fatto con i percettori di reddito di cittadinanza. L’idea è quella di stringere un patto, incaricheremo gli uffici di trovare la forma migliore per farlo, per attivare una sinergia a vantaggio sia della città, sia degli stessi soggetti interessati. Questo genere di collaborazioni è sempre stato proficuo, l’esperienza fatta con i percettori di reddito di cittadinanza, ad esempio, non solo ci ha permesso di avere personale adibito a mansioni di accoglienza nei palazzi comunali, ma ha reso possibile la riapertura dei Musei archeologici, che dopo il Covid erano in debito di personale. Sono importanti risposte sociali come queste, perché danno il senso di comunità che serve a crescere uniti e insieme”.
domenica 11 giugno 2023
Una raccolta firme per la liberazione anticipata
Sovraffollamento, suicidi, condizioni di vita nelle carceri fuori da ogni principio costituzionale. Per questo Voci di dentro condivide la proposta di Legge dell'Onorevole Roberto Giachetti e dell'Associazione Nessuno tocchi Caino affinché venga aumentata la Liberazione anticipata per i detenuti.
Qui lo scritto di Luna Casarotti ex detenuta Associazione Yairaiha Onlus e di Marina Iadanza ex detenuta "Le ragazze di Torino" e l'appello per promuovere questa proposta:
Con questo nostro scritto, vogliamo provare a coinvolgere tutte le realtà che si preoccupano e soprattutto si impegnano, con grande impegno, dei diritti dei detenuti e del funzionamento delle realtà penitenziarie. Realtà di cui troppo spesso non si vuol sentire parlare e di cui, per paura di perdere consenso, la maggioranza dei partiti politici non parla e non si preoccupa, contravvenendo anche al diritto/dovere di ispezionare e monitorare gli istituti penitenziari e le condizioni di vita delle persone recluse. Come ex detenute siamo convinte che nessuno debba essere lasciato solo e all'indifferenza delle istituzioni. Bisogna, invece, rispondere con un attivismo civile perché, nonostante le mistificazioni di alcuni "giornalisti" e gli slogan elettorali di certa politica permeati da una cultura repressiva e priva di progettualità e, nonostante il poco coraggio di chi anche a sinistra si dimentica degli ultimi tra gli ultimi, tutti meritano una seconda possibilità e il tempo della pena non può essere né fine a se stesso né continuare nelle condizioni attuali. Una soluzione a medio termine è obbligatoria per rispondere al disagio di chi occupa le carceri.
sabato 10 giugno 2023
Verona, quella mancanza di accountability
VINCENZO SCALIA
Professore associato in Sociologia della devianza - Università di Firenze
I fatti di Verona, con l’incriminazione di 5 poliziotti accusati di avere commesso abusi gravi nei confronti di alcuni migranti e senzatetto, rappresentano un barometro importante sullo stato di salute democratico degli apparati dello Stato, in particolare delle forze di polizia. Purtroppo, come già anticipatoci pochi giorni prima dal pestaggio subito dalla transgender brasiliana ad opera della polizia municipale milanese, le condizioni non sono certo le migliori. In particolare, questi fatti, ci suggeriscono due ordini di riflessioni.
venerdì 9 giugno 2023
Carcere Lanciano, torna il regime chiuso
La lettera continua: “Il direttore ci ha anche comunicato che la regione ci ha privato a trascorrere poche ore con i nostri figli in occasione, una volta all'anno, della partita di pallone con i nostri, partita “Oltre le sbarre”. Il nostro disagio porta molto malessere nelle nostre giornate quotidiane. Dopo un lungo periodo di emergenza sanitaria covid-19 siamo stati penalizzati privandoci di mesi addirittura anni di avere contatti con i familiari ma c'è da dire che in questi anni sono stati fatti passi da gigante dando la possibilità di effettuare telefonate e videochiamate. In più la stessa apertura delle stanze. Un fatto sì che noi detenuti vivessimo con gli stessi agenti una permanenza tranquilla e serena. Noi detenuti siamo consapevoli di aver sbagliato e che dobbiamo pagare. Quello che noi chiediamo è di scontare la nostra pena con dignità e umanità, cosa che non può succedere nelle condizioni in cui siamo. Questo è un problema che riguarda tutte le carceri italiane. Prima del giorno 7 giugno il carcere di Lanciano riusciva a gestire questi problemi ma ad oggi Il provveditorato della Regione Abruzzo ha deciso che anche noi dobbiamo entrare nella macchina infernale delle carceri italiane. Chiediamo un aiuto a chiunque. Ne abbiamo bisogno. L'estate si avvicina. Con carenza di acqua e il caldo che farà con le stanze chiuse chissà cosa accadrà”.
martedì 4 aprile 2023
Dal carcere al lavoro in Archivio
E' stata firmata oggi la Convenzione tra Voci di dentro, Ufficio di Sorveglianza, Carcere di Pescara e Uepe per la Risistemazione dell’archivio e per la catalogazione degli atti dell’Ufficio di Sorveglianza da parte di detenuti in articolo 21 o persone in misure alternative. La convenzione nasce dalla considerazione che i percorsi di osservazione, riabilitazione e reinserimento sono compiti istituzionali della Casa circondariale e della Uepe e che la riparazione del danno conseguente alla commissione di un reato da parte di una persona ristretta consiste anche nella prestazione di una attività a favore della collettività.
La convenzione prevede che Voci di dentro si occupi della formazione, dell'accompagnamento dei detenuti, della copertura assicurativa e di un contributo per il lavoro svolto.
Per sostenere e aiutare l'associazione in questo nuovo progetto: Iban: IT17H0760115500000095540639 oppure cc postale n. 95540639. Intestazione: Voci di dentro Associazione.
(nella foto, da sinistra: il presidente di Voci di dentro Francesco Lo Piccolo, la direttrice del carcere di Pescara Lucia Di Feliciantonio, Marta D'Eramo magistrato di Sorveglianza, Elena Paradiso direttrice Ufficio Distrettuale Uepe, Rita Petaccia direttrice amministrativa Sorveglianza, Federica Caputo Capo area educativa carcere di Pescara, Luana Capretti responsabile Area servizio sociale Uepe)
domenica 2 aprile 2023
In carcere una semplice e straordinaria storia
martedì 28 marzo 2023
La Prigione e la Piazza
La Prigione e la Piazza
Arriva in Abruzzo, grazie a Voci di dentro, Associazione che promuove la cultura della
solidarietà e l’aiuto a detenuti ed ex detenuti, attiva nel volontariato
penitenziario e altri progetti, la seconda
edizione de La Prigione e la
Piazza, mostra-mercato di libri da e sul carcere, tour di incontri e
dibattiti nelle varie città d’Italia, promossa dalle associazioni Yairaiha
Onlus e Napoli Monitor.
Nelle due giornate, con un confronto aperto anche su temi caldi, sui quali l’opinione pubblica è divisa ma spesso non informata, interverranno: Elisa Mauri (psicologa e psicoterapeuta, autrice di “Perché il carcere? Costruire un immaginario che sappia farne a meno”), Francesca De Carolis (scrittrice, giornalista, ex TG1, ex Radio 1), Riccardo Rosa (promotore della piattaforma “Morire di pena. Per l’abolizione di ergastolo e 41bis”), Nicoletta Dosio (storica attivista del Movimento No Tav), Elton Kalica (Università di Padova), Sandra Berardi (presidente di Yairaiha Onlus), Antonella La Morgia (vicedirettore di Voci di dentro rivista e membro di Sulle regole), Francesco Lo Piccolo (presidente di Voci di dentro), Simona Anedda e Claudio Bottan, testimoni di ogni possibile “seconda chance”, lui dell’esperienza detentiva, lei della malattia.
Due giorni di lavori
all’aperto nelle piazze delle due città con una “coda particolare” dal titolo Una
semplice e straordinaria storia: nella sala di Conversazione a Lanciano
alle ore 17.30: Simona Anedda e Claudio Bottan racconteranno la loro
storia, lei disabile con la sclerosi
multipla ed in carrozzella alla conquista del mondo, e lui dopo anni di
detenzione impegnato in difesa della libertà e dei diritti degli emarginati.
Due persone che insieme hanno vinto ostacoli e pregiudizi.
sabato 11 marzo 2023
Un albero per rinascere
di MARIA POGGIO
Guardando gli alberi fioriti mi è venuto in mente che quando mi portarono in carcere avevo appena vissuto dei momenti indimenticabili. Ricordo, mi ero abbuffata di raccolta di ciliegie, amarene e di tutto un po'. Era come se sapessi che ne sarei stata privata e allora mi creavo le "riserve" come quando parti per una camminata e pensi alle riserve da portarti dietro per poter andare avanti.
In carcere quei momenti fatti di ricordi neanche lontani mi hanno aiutata a resistere al dolore delle privazioni. Guardando dalle sbarre vedevo i piccioni volare, li nutrivo; parlavo con loro ogni mattina e mi sembrava che mi ascoltassero. Vedevo alberi e montagne dove c'era solo cemento. La mente ci permette di fare tutto... anche di andare oltre.
Penso che un'iniziativa del tipo "un albero per rinascere" dovrebbe riguardare ogni carcere. Piantiamo alberi perché come loro possiamo colorare le esistenze e dimostrare che si può rinascere. Non e difficile, bisogna solo aver un po' di cura, tanto amore e tante buone intenzioni che nutrano la terra come fa l'acqua.
in sintesi, dal rapporto di Antigone sulle donne detenute in Italia:
mercoledì 22 febbraio 2023
Cronaca di una morte annunciata
di EMILIAN DIMA MIHAI
mercoledì 8 febbraio 2023
Quelle telefonate che ti “riattaccano alla vita”
Pubblichiamo la lettera aperta di Ristretti - alla quale, tra gli altri, ha aderito Voci di dentro - rivolta ai direttori penitenziari e, per conoscenza, al Capo DAP, dottor Giovanni Russo e al Direttore della Direzione Generale Detenuti e Trattamento, dottor Gianfranco De Gesu
In un Paese in perenne emergenza, le uniche emergenze che quasi nessuno vuole vedere sono quelle che riguardano il carcere. Eppure è appena finito l’anno dei record, 84 suicidi, mai così tanti, e questa è una emergenza vera perché la gente sta morendo in carcere.Sostiene uno dei massimi esperti di suicidi, lo psichiatra Diego De Leo, che certo prevenire i suicidi è molto difficile, ma almeno si può cercare di creare una forma di protezione: “Aumentare le opportunità di comunicazione e le connessioni con il mondo ‘di fuori’ non solo renderebbe più tollerabile la vita all’interno dell’istituto di detenzione, ma sicuramente aiuterebbe nel prevenire almeno alcuni dei troppi suicidi che avvengono ancora nelle carceri italiane”.
Quelle telefonate che sono un’accelerata agli affetti delle persone in carcere.
giovedì 2 febbraio 2023
Corrispondenza telefonica
di CLAUDIO BOTTAN*
Una persona libera probabilmente non riesce nemmeno lontanamente ad immaginare cosa significhi l’assenza di comunicazione. Noi liberi diamo per scontato di avere sempre a portata di mano almeno un cellulare, che continuiamo a controllare compulsivamente per vedere se ci siamo persi qualche messaggio oppure un like. Occorre un enorme sforzo di fantasia per immedesimarsi nello stato d’animo di una persona detenuta, che ha a disposizione una telefonata alla settimana della durata massima di dieci minuti, sempre a patto che il destinatario della chiamata sia munito di un’utenza fissa. E già questo è un ostacolo, tant’è che il telefono fisso probabilmente ormai ce l’hanno solamente le famiglie dei carcerati.SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE, DISPONIBILI SEI POSTI
ALTRE INFO QUI: https://www.csvabruzzo.it/.../bando-di-servizio-civile.../
E QUI SUL PROGETTO NEL DETTAGLIO: https://www.csvabruzzo.it/.../12/ide_ali_di_libertaa.pdf
Il progetto in sintesi: favorire l’integrazione di chi, spesso senza possibilità di scelte, percorre strade sbagliate; contribuire alla promozione di una comunità capace di pacificazione e inclusione sociale, sostenere attività volte a ridurre ogni forma di violenza, favorire l’accesso all’informazione, stimolare la responsabilità e l’efficacia dell’istituzione penitenziaria.
lunedì 30 gennaio 2023
il video "Una notte d'ottobre"
Guarda il nostro
UNA NOTTE D'OTTOBRE
registrato al'auditorium dell'Università d'Annunzio nel 2018
clicca qui testo in giallo:
nottedottobre quandosispengonole luci logo csv.mp4 - Google Drive
Lo spettacolo (in scena 16 detenuti e 7 volontari) è ambientato in un piccolo paese della Baviera poco prima dell’inizio della seconda guerra mondiale e parla di gente comune, ora vittime e ora carnefici, coinvolte tutte in quella generale follia che ha poi dato il via allo sterminio di milioni di uomini. E mostra come il regime nazista ha trasformato le persone, rendendole incoscienti e incapaci di vedere quella immane tragedia che forse si sarebbe potuto evitare. In linea con la mission di Voci di dentro, lo spettacolo vuole essere un momento di riflessione contro la violenza, la sopraffazione, per i diritti e la legalità, perché l’uomo torni a vedere l’altro come se stesso, come amico e non come nemico, come persona e non come mezzo.
mercoledì 18 gennaio 2023
Il doppio dramma
86 nel 2022
Non sono semplici numeri, questi numeri indicano il numero delle persone che si sono tolte la vita mentre erano ristrette in carcere; sempre di più fino ad arrivare alle 86 del 2022. Una strage. Ad eccezione di un po' di clamore, il più delle volte è stata una strage ignorata e erroneamente considerata "nel suo insieme" come frutto di sofferenze e fragilità.Nell'ultimo numero della nostra rivista abbiamo ricordato le parole di Margara: "SENTIRE TUTTI LA RESPONSABILITÀ DI QUESTI MORTI E DEL CARCERE CHE LI PRODUCE È UNA SCELTA ETICA DESUETA". Margara disse così nel 2009, ma quel sentimento, quell'invito a sentirsi responsabili continua a restare inascoltato. E questo è l'altro dramma di questa strage. (grafico e dati Voci di dentro)
mercoledì 4 gennaio 2023
Porte, portoni, portoncini
di CLAUDIO BOTTAN
...Sfuggire al cambiamento
vorrebbe dire sprecare il dolore
Si può entrare in galera e uscirne da una "porta" di cambiamento che qualcuno ha aperto?
Non faccio buonismo, tutt’altro. Il carcere cambia per sempre ed è innegabile, ma sfuggire al cambiamento vorrebbe dire sprecare il dolore.
L'illogicità che la detenzione lascia addosso una logica ce l'ha, tutta sua: vera galera non sono le sbarre, il cemento. La galera, quella che piega la roccia, è lo stare esposti alle domande, reggere l'urto del passato senza defilarsi: le domande dei più giovani (non potevi pensarci prima?), le domande di mio figlio (papà, perché?), gli sguardi della gente, le loro attenzioni, i miei rimpianti: questa è la galera che mi tormenta. Mai l'avrei immaginato mentre ero là dentro.
Allora devono spalancarsi le porte su quel luogo buio, fermo nel tempo, ma in cui il tempo è l'unica cosa a contare davvero. Il carcere ha bisogno di essere raccontato, deve essere ascoltato dalla voce di chi ha avuto la dolorosa sventura di passarci per la pena; deve essere condiviso con chi ha scelto di entrarci per alleviare la pena di altre persone. Incontrare i volontari significa restituire parte del calore umano ricevuto; il solo fatto di sentirsi chiamare per nome, in un luogo ingessato dai ruoli che impongono distanze tra buoni e cattivi, è una porta aperta verso il cambiamento. Ci vuole il coraggio di varcarla quella porta, volontariamente.
sabato 31 dicembre 2022
Fuga dal Beccaria. Quei “ragazzi Papillon” chiedono anche a noi di oltrepassare i muri del carcere
di ANTONELLA LA MORGIA
La fuga di sette ragazzi dal carcere minorile Beccaria non
andrebbe letta come la conseguenza di cosa mancava- e avrebbe dovuto esserci - al
penitenziario in cui erano reclusi. Cioè, l’assenza di punti vulnerabili di cui
è stato facile approfittare: le impalcature e le protezioni di un cantiere nell’edificio
i cui lavori non erano terminati. O la scarsa sorveglianza degli agenti per un
organico insufficiente.
D’accordo. Mettiamo più personale di polizia a guardarli
come cani e pastori un gregge. Oggi solo a qualche illuminato direttore, ai
cappellani, ai pochi educatori e ancora ai sempre meno numerosi volontari va
riconosciuta la lodevole missione – laica o evangelica che sia - di riprendere
quelle vite smarrite, come pecore. E mettiamo muri più alti, a chiudere ancora
più aria, luce, cielo di quanto non filtri, per sognare di rubarli nel giorno
di Natale.
Questo episodio piuttosto che evidenziare cosa mancava, ci dice invece cosa c’era in quel carcere. Spesso, quasi sempre, cosa c’è in ogni carcere. Solitudine, vuoto, negazione di diritti diversi da quell’integrità della libertà personale che la pena detentiva principalmente aggredisce, poi però portandosi dietro molte altre e afflittive privazioni, che investono affetti, occupazioni, direzioni e impegni, aspettative, desideri, interessi.
sabato 24 dicembre 2022
Speciale Natale 2022
Questo numero speciale di Voci di dentro dal titolo Natale 22 è nato nelle redazioni delle carceri di Chieti e Pescara. Sono pensieri e riflessioni a ridosso della festività del Natale, un giorno di festa per tanti, ma non per tutti. Non per le persone che vivono in paesi in guerra, non per i migranti che a bordo di piccole imbarcazioni cercano salvezze in terre straniere. Un giorno che non è uguale per tutti in questo mondo di ingiustizie e di disuguaglianze. Nonostante gli appelli alla pace. In questi pensieri ritorna costante la sofferenza di chi si trova in carcere e che è stato diviso dalla famiglia, dagli affetti più cari, soprattutto dai figli. Sono circa ventimila i detenuti rinchiusi nelle carceri italiane che hanno figli. A loro, padri e madri in carcere, e ai loro figli, è dedicata questa pubblicazione che mettiamo in rete. per sfogliare clicca qui: Natale 2022 (calameo.com) Qui sotto il podcast di Carlotta Toschi:
sabato 10 dicembre 2022
Gli eventi di Voci di dentro questa settimana
Il calendario 2023 "Volti di dentro", gli incontri pubblici con Simona e Claudio, distribuzione di vestiti e abiti caldi per le persone detenute, un convegno a L’Aquila, la distribuzione del nuovo numero della rivista dedicato ad Assange. E’ davvero un programma fitto di iniziative quello che impegna Voci di dentro da domani, domenica 11, fino alla fine del 2022. Tutto all’insegna della solidarietà e della la cultura in difesa dei diritti continuamente violati. In tutti i campi.
Martedì 13 dicembre e mercoledì 14 dicembre. A Chieti. “Una storia semplice e straordinaria”. Ospiti di Voci di dentro, Simona Anedda e Claudio Bottan racconteranno la loro storia prima agli studenti dell’Istituto Galiani (martedì ore 10.30) e poi a conclusione della loro tappa abruzzese al Teatro Marrucino nell’ambito della rassegna “Amami Teatro” (ore 16). Simona è affetta da sclerosi multipla e sogna di arrivare fino all’Himalaya sulla sua sedia a rotelle, Claudio è un ex detenuto che ha deciso di spendersi in modo definitivo e totale per gli altri. Due storie di fragilità ed esclusione che insieme si completano diventando una sola Storia, semplice e straordinaria: “È difficile raccontare le emozioni e la commozione che si leggono sul volto delle persone che li ascoltano mentre parlano di come si sono conosciuti e del legame che si è creato. Per capire bisogna solo ascoltarli. Simona non muove più braccia e gambe, ma con la sua tenacia e grazie al suo “angelo custode” continua a progettare nuove sfide. Francesco Lo Piccolo: “Simona e Claudio sono speranza, positività e resilienza. Nella loro storia c’è la sintesi dei valori dell’associazione Voci di dentro: reinserimento sociale, diritti, uguaglianza. Voci di dentro è la loro “casa”. Antonella La Morgia: “Senza retorica o lacrime da talk show è la storia di chi impara nuovamente a vivere, nonostante tutti gli imprevisti in cui si può cadere. E’ la storia di chi impara di nuovo a camminare malgrado i molti ostacoli” . Per l’occasione, Simona, Claudio e Voci di dentro doneranno al Comune una carrozzina per disabili. L’incontro al Galiani è riservato agli studenti, l’incontro al Teatro Marrucino è aperto alla cittadinanza che è invitata a partecipare. In collaborazione con Csv, Ist. Galiani, User, FAI, CNA, e col patrocinio del Comune di Chieti.
mercoledì 30 novembre 2022
La gogna mediatica e gli effetti collaterali
di LUIGI MOLLO
La gogna mediatica “è un processo parallelo punitivo quanto il processo penale”, perché “arma” l’opinione pubblica che non è in grado di utilizzare quelle “armi” in maniera corretta. Nel sistema giudiziario italiano, ci sono già norme che possono evitarlo. Quando si crea l’aspettativa della condanna serve un giudice coraggioso per assolvere anche attraverso un equilibrio nell’informazione che lo renda libero di decidere.
L'editoriale
In stampa il nuovo numero di voci di dentro. 64 pagine sul carcere, sulle sofferenze, sui suicidi arrivati a quota 81 da inizio 2022, su Iran, su Russia e sul nostro giornalismo, giornalismo d’emergenza
Se esiste un giornalismo d’emergenza, tal quale la medicina che presta il soccorso urgente e interviene in situazioni critiche come i terremoti, è arrivato il momento di essere quel tipo di giornalisti. È arrivato il momento di presidiare, medicarne le ferite, salvandola dagli attacchi, il poco di professione militante che resta e che sempre molto ha da dire (salvo essere messa a tacere), stando a fianco di chi, se ha scelto di raccontare la verità offrendone le fonti, lo ha fatto fedele a un compito: informare è abbattere i segreti che avvolgono il potere, perché la trasparenza è il presupposto della democrazia.
Sartoria sociale, come ricucire un futuro per abiti e persone
È la prima impresa sociale nata a Palermo in un bene confiscato alla mafia. Una realtà imprenditoriale che offre una opportunità concreta di lavoro a persone svantaggiate o in situazioni di disagio
di Claudio Bottan
Tutti abbiamo avuto le nostre difficoltà. Anzi, “tutti siamo ex di qualcosa” ama ripetere Rosalba Romano, socia fondatrice e volontaria della cooperativa sociale Al Revés di Palermo che ha dato vita a “Sartoria sociale”. Si tratta di un’impresa nel campo del riciclo tessile e sartoriale, che ha sede in un bene confiscato alla mafia e gestisce anche un laboratorio di cucito presso la casa Circondariale Pagliarelli. “Siamo persone che non si vergognano di ammettere le proprie debolezze - aggiunge Rosalba - e che, nello spirito di una rete di solidarietà, si danno e danno una mano. Prova ne è che il nostro servizio non ha chiuso nemmeno un giorno durante la pandemia, che abbiamo affrontato producendo mascherine e portandole ovunque. Siamo persone qualsiasi, cittadini che hanno scelto di non cedere alla crisi depressiva”.
AM@NETTA, quando il lavoro e la creatività rimettono in carreggiata
Le “t-shirt a due ruote” del carcere di Novara che piacciono ai bikers
di Claudio Bottan
Il tempo libero è il problema dei carcerati! Così pensava il garante dei detenuti del comune di Busto Arsizio durante i primi mesi di incarico, dopo un anno in cui aveva gestito, come volontario, una piccola redazione interna alla casa Circondariale cittadina. Agli occhi di Matteo Tosi, in quei pomeriggi “al fresco”, niente, nemmeno il famigerato sovraffollamento, era sembrato più disumano e disperante dell’essere buttati lì, parcheggiati a non fare niente, senza possibilità di essere utili né di impegnare la testa: davvero “a marcire”, come si augurano solo certi peggiori. Ed era convinto che l’articolo 1 della Costituzione gli desse ragione.
lunedì 21 novembre 2022
Ottanta morti. Una strage
di CLAUDIO BOTTAN
Nelle carceri italiane si sta consumando una strage silenziosa. Qualcosa che mi rimanda continuamente indietro nel tempo, a corpi gettati oltre le sbarre.
«Mister Robert Sands, un prigioniero nel carcere di Maze, è morto oggi alle 1,17 del mattino. Si è tolto la vita rifiutando cibo e cure mediche per sessantasei giorni». All’alba del 5 maggio 1981 un conciso comunicato del governo britannico annunciava al mondo che l’ineluttabile destino del leader dei ribelli irlandesi si era compiuto. Bobby Sands aveva iniziato uno sciopero della fame come protesta estrema per rivendicare lo status di prigioniero politico che gli era stato negato da Londra, e per affermare il suo desiderio di libertà si era lasciato morire a soli 27 anni.
Ottanta morti, ottanta persone, ottanta storie. Nelle carceri italiane si sta replicando la storia: persone, individui, fragilità che trovano libertà nella morte gettata in faccia a chi non vuole vedere. Corpi che volano oltre le sbarre e si schiantano sulle nostre coscienze come estrema protesta per attirare l’attenzione sulla solitudine, sulla fragilità, sul disagio psichico degli ultimi. Corpi che pesano.

















