mercoledì 9 gennaio 2019

Per il Giorno della Memoria



Lo spettacolo teatrale “Una notte d’ottobre”, realizzato dall’Associazione “Voci di dentro” in collaborazione con la Casa Circondariale di Pescara, è in programma il 25 gennaio 2019 al Teatro comunale di Atri alle ore 17.30 e il 26 gennaio 2019 al Teatro comunale di Ortona, sempre alle ore 17.30.
La rappresentazione, che viene proposta in concomitanza con le celebrazioni  nella ricorrenza del Giorno della Memoria,  è liberamente tratta dal libro di Erika Mann “Quando si spengono le luci - Storie dal Terzo Reich”; il cast è composto da 16 detenuti della Casa Circondariale di Pescara e da 7 volontari dell’Associazione. 

La rappresentazione  è già andata in scena (con il titolo “Quando si spengono le luci”) l’11 aprile di quest’anno all’Auditorium dell’Università D’Annunzio alla presenza dell’ambasciatore di Israele Ofer Sachs, e il 16 aprile al Teatro Circus di Pescara. E con il nuovo titolo “Una notte d’ottobre”  - come concordato con gli eredi di Erika Mann e l’editore tedesco – è andata in scena il 2 giugno al Teatro Marrucino di Chieti.

Lo spettacolo è ambientato in un piccolo paese della Baviera poco prima dell’inizio della seconda guerra mondiale e parla di gente comune, ora vittime e ora carnefici, coinvolte tutte in quella generale follia che ha poi dato il via allo sterminio di milioni di uomini. E mostra come il regime nazista ha trasformato le persone, rendendole incoscienti e incapaci di vedere quella immane tragedia che forse si sarebbe potuto evitare. In linea con la mission di Voci di dentro, lo spettacolo vuole essere un momento di riflessione contro la violenza, la sopraffazione, per i diritti e la legalità, perché l’uomo torni  a vedere l’altro come se stesso, come amico e non come nemico, come persona e non come mezzo.  

Diversamente dal libro della scrittrice tedesca, “Una notte d’ottobre” si conclude in un campo di annientamento, ma dal quale emerge uno spiraglio di luce rappresentato da una corsa verso la salvezza. Una corsa che vuole indicare la spinta dei popoli verso la libertà, verso un futuro di speranza, nonostante i tanti conflitti ancora in atto in molte parti del mondo e che è scandita da una conta che si arresta al numero otto. Otto come infinito, come doppia porta dalla quale l’uomo rinasce dopo gli errori (come gli errori delle persone che finiscono nel circuito della giustizia), e ancora come l’ottava lettera dell’alfabeto ebraico che significa terra, rifugio, salvezza.
“Una notte d’ottobre” è inserita nel Programma delle celebrazioni del Mese della Memoria organizzato dal Comune di Ortona e dalla Biblioteca Comunale. Ha il patrocinio del Comune di Ortona, del Comune di Atri, dell’Università degli Studi G. d’Annunzio, della Cattedra di Sociologia Penitenziaria e Rieducazione Sociale dell’Università degli Studi G. d’Annunzio (Prof. Gianmarco Cifaldi). “Una notte d’ottobre” si svolge con l’Egida scientifica dell’Osservatorio Laboratorio Tutela Rispetto Emozionale Età Evolutiva (O.L.T.R.E.E.E.) dell’Università Roma Tre (Direttore Prof. Matteo Villanova) e ha il patrocinio del Master in “Educazione affettiva e sessuale, clinico e forense, per l’infanzia, l’adolescenza e la genitorialità” che a breve ospiterà lo spettacolo in un seminario didattico sulle emozioni.

Le rappresentazioni di “Una notte d’ottobre” nei teatri di Atri e Ortona saranno precedute dalla testimonianze degli scrittori Pier Vittorio Buffa e Giovanni D'Alessandro, dai contributi video dell’artista Moni Ovadia e della saggista Daniela Padoan, da un messaggio della senatrice Liliana Segre.

INGRESSO LIBERO 








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